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Social Building è una società di azionariato privato: banchieri, industriali (con quarant’anni di esperienza a livello internazionale), professionisti del marketing e dell’ICT, operatori nel campo architettonico e immobiliare. Essa è affiancata da un comitato esterno di consulenti permanenti che ne aiutano l’operatività. Social Building opera, come del resto indica il suo logo, nel campo della Finanza Etica.

Social Building è società di consulenza professionale e opera in particolar modo per due costituendi Fondi comuni d’investimento di diritto lussemburghese. Il primo a regime amministrerà trecento milioni di euro, di cui centocinquanta saranno investiti in operazioni immobiliari in tutto il mondo; il rimanente in minibond, microcredito, azioni di tutto il mondo.

I fondi sono ad apporto, a distribuzione di reddito annuale; il 70% dei potenziali acquisti selezionati per il Fondo da SB (in sei mesi d’indagini) sono già a reddito garantito. Vi sono operazioni derivanti da situazioni distressed, o particolari; e altre a valore di mercato. Si privilegiano gli investimenti in ospedali e RSA, social housing, student accomodation (Italia e Inghilterra), o partecipazione a importanti progetti governativi in alcuni stati africani (Congo, Namibia) ed europei (Kazakistan, Armenia, Estonia).

A fine settembre i due Fondi pubblicheranno il proprio portafoglio e la ripartizione per nazione della provenienza delle sottoscrizioni (si prevedono 70% estere e 30% Italiane). Le revenue di SB derivano dalle commissioni che ogni venditore (società o persona fisica) riconosce a fronte dei rogiti notarili di cessione delle proprietà al Fondo.

SB è stata costituita in Milano. I due soci di riferimento che detengono la maggioranza relativa delle quote sono Paolo Alazraki e Bruno Benetti.

 
 
 
Paolo Alazraki
 

Paolo Alazraki. Nato a Venezia (1943), dal 1969 al 1983 è stato uno dei dieci manager che hanno fondato e sviluppato Fideuram, la società che ha introdotto e sviluppato in Italia i Fondi Comuni d’Investimento e il concetto di consulenza personalizzata attraverso una rete di professionisti specializzata. Dal 1972 al 1983 è stato tra i sette “specialisti” addetti al collocamento delle obbligazioni IMI e San Paolo presso le banche italiane; ha ideato le nuove serie “corte-cinque anni”. Per queste sue attività ha ricevuto numerosi premi e attestati. Nel 1983 lo chiama l’allora Presidente del Credito Industriale Sardo, Professor Paolo Savona e colloca sul mercato primario 400 miliardi di obbligazioni emesse dall’Istituto, creandone anche un efficiente mercato secondario.

Fonda poi una società a Londra e crea per i Fondi Comuni italiani prodotti “ad hoc” (bond e prodotti a reddito e capitale garantiti). Come per Fondigest, allora di Banca Intesa, e per Invesco. Nel 1986 compie la più grande operazione di stripping sui titoli di Stato in Italia, su una intera emissione Poi, per un anno, è anche assistente dell’amministratore delegato del gruppo assicurativo svizzero Zurich.

Alazraki da sempre ha operato secondo i rigidi criteri della Finanza Etica ed è profondo conoscitore della Finanza Islamica; su questi temi è stato relatore in Dubai, nel Bahrein e a Londra. È stato anche invitato come “guest speaker” nei quattro continenti: New York (conferenza dell’Institutional Investors), Mosca e San Pietroburgo, Tokyo e Gerusalemme, Parigi e Londra, ecc. Lui stesso ha organizzato diversi congressi presso l’Associazione Bancaria Italiana a Roma (tra gli altri, per il centenario del quotidiano Herald Tribune), con le Università Bocconi, Luiss, ecc.

Ha scritto e pubblicato sei libri (tutti esauriti), il primo dei quali nel 1972 con l’editore Sansoni dal titolo “Arte e Vita Ebraica a Venezia 1516-1796” in cui si descrivono la vita degli Ebrei a Venezia, la nascita e lo sviluppo del Ghetto e si analizza la particolare architettura delle cinque sinagoghe veneziane. Come vicepresidente del Comitato per la rivitalizzazione del Ghetto di Venezia (1972-2002) ha contribuito al reperimento di trenta miliardi di lire per il restauro delle cinque sinagoghe e del cimitero del Lido, ma anche per la creazione del nuovo Museo di Arte Ebraica. Da quindici anni il Ghetto di Venezia è il secondo luogo più visitato dai turisti dopo Piazza San Marco.

In tema finanziario, due anni fa ha pubblicato con l’editore La Terza “Veni,vidi spread” con le prefazioni di Paul Betts - redattore economico del Financial Times di Londra - e del prof. Victor Uckmar. Questo volume è stato premiato dalla Presidenza della Camera dei Deputati.

È appena uscito un volume (prefazioni di Antonio Calabrò e Sergio Corbello) di 1000 pagine: “Una Finanza senza Dio; da Wall Street a Sodoma e Gomorra”, che contiene anche interviste ad alcuni protagonisti come Suor Galli, il prof. Guzzetti, Luigi Abete, Diana Bracco, Vincenzo Macaione, Ernesto Preatoni, ecc.

Alazraki è da sempre convinto che il vero “oro” per l’Italia siano i suoi Beni Culturali; da trent’anni si batte affinché queste tematiche diventino parte essenziale del programma di Governo e non frettolosi e infimi investimenti dello Stato. Lui stesso ha restaurato l’altare marmoreo della Chiesa della Salute, la Tomba del Doge Dandolo nella basilica di San Marco e ha contribuito all’apertura dei due più importanti musei milanesi: Brera 2 (con la grande mostra di Burri) e Poldi Pezzoli.

Come economista ha scritto su diverse testate: Il Sole 24 Ore, MF, Il Manifesto, ecc.; da tredici anni collabora al mensile “Confronti e Intese” del SINFUB. A Firenze, al congresso mondiale di Antropologia del 2009, ha lanciato l’idea di un Istituto di “Antropologia della Finanza”. Lui stesso non si definisce un “banchiere” ma un “mercante del denaro”.

Intensa la sua attività filantropica nei suoi quarant’anni di attività. Ha contribuito a fondare scuole in Sierra Leone (500 bambini) e a Trujillo (250) in Perù; in Senegal ha costituito un fondo di garanzia per 640 donne, attivando un classico sistema di microcredito. Ebreo di religione, spazia ovunque, nel pieno rispetto delle idee e dei comportamenti.

Economista, finanziere, uomo di cultura, ma anche “visionario”. Ha acquistato il più grande Presepe del mondo: venti statue monoblocco di pietra sarda, opera dello scultore Pinuccio Sciola, dal peso di 400 chili ciascuna. L’ha collocato in giro per il mondo: la prima volta in Piazza Affari, davanti alla Borsa Valori; poi in Piazza dei Miracoli a Pisa, tra la Torre e il Battistero, a Zagabria davanti alla Cattedrale, ecc. Due milioni di persone lo hanno visto. Spettacolare una sua altra iniziativa: ha portato la Sartiglia di Oristano a Milano: 150 cavalli e 250 figuranti. Per la prima volta in 700 anni questa tradizionale manifestazione è uscita dalla Sardegna (!!), con una sfilata dal Duomo fino al Castello Sforzesco.

Per Alazraki il denaro ha anima e colore: può dare davvero anche felicità. Ma se lo usiamo male, possiamo fare la fine di Re Mida. Questi concetti sono stati alla base di 48 puntate di una trasmissione televisiva “Il colore dei soldi”, ideata e condotta da lui per San Marino RTV (società 50% RAI e 50% Stato di San Marino).

 
 
 

 
Veni, vidi, spread
 

 
Una Finanza senza Dio

Paul Betts. L’Italia degli italiani è spesso diversa dall’Italia di chi la vede da fuori. Io, che sono stato per molti anni corrispondente del Financial Times in Italia, credo di aver vissuto entrambe ke prospettive. Certo, le decisioni prese in tema di pensioni e di fiscalità sono state molto pesanti: ed ecco allora che la “humour finance” di Alazraki serve a sorridere su alcune misure e sul ruolo dei partiti.La parte di Griesi è didattica, rivolta a quei lettori-risparmiatori bombardati in questi mesi da parole come spread, cds, derivati, ecc. e per questo molto utile.

Victor Uckmar. Da mesi ormai siamo bombardati, a colazione pranzo e cena, sui quotidiani e alla televisione, da questo “spread”. E la finanza internazionale è sempre più caotica; gira su se stessa, lasciando milioni di lavoratori disoccupati e milioni di famiglie senza casa, invece che servire le imprese. In questo clima può essere di sollievo leggere un divertente instant book come quello scritto da Paolo Alazraki (espetto nel trattare di “humour finance”) e da Vincenzo Grisei (che ha curato la parte divulgativa).


Un documento a 360 gradi su ciò che governa il mondo, dall’inizio dei secoli, ad oggi. Una disamina a volte agghiacciante, ma assolutamente pertinente, di quelli che sono i veri interessi che governano e fanno girare il mondo, ben diverse dalla visuale e prospettiva che ogni piccolo uomo ha e crede di conoscere. L’autore uomo di grande ed ineccepibile cultura, con un bagaglio di esperienze eccezionali e di pregio, è dotato di un’intelligenza ed un’ironia, insieme ad uno stile narrativo perfetto, da riuscire in un testo comunque difficile, intriso di milioni di informazioni, riferimenti che spaziano non solo su vastissimi e spesso complicati argomenti, ma anche in fasi temporali che dall’antico testamento arrivano ad oggi, a creare un’opera di facile comprensione e di assoluto interesse. Le origini dell’uomo ed i nostri giorni, una forbice di tempo immensa azzerata da similitudini comportamentali impressionanti. Testo storico, politico economico, che affascina ed impaurisce al tempo stesso. Una realtà cinica e spietata quella descritta e documentata dall’Autore che sarebbe auspicabile leggessero tutti, anche chi come me, ha ovviamente milioni di lacune e poca conoscenza in merito, perché il linguaggio ricercato ma semplice di cui fa uso l’Autore, rende questo testo scorrevole ed interessante.

 
 
 
 
 
 
 

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